Questa pagina è per il nostro amico Egidio, Presidente della Corale Novese, guida e punto di riferimento per anni per me e per tutti i componenti dell'Associazione Corale Novese. Persona eccezionale e piena di energia e sentimento, princìpi e ideali: una guida per tutti.
Ti ricordiamo come amico, come corista e come Presidente. Ti porteremo sempre con noi, con il tuo sorriso e il tuo entusiasmo travolgente

Un abbraccio a te, Egidio, a tua figlia Paola e a tua moglie Luigina.
Alessandro

  

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Una voce da tenore del tutto particolare, soprattutto per quel difetto nel pronunciare la “R” che rendeva unica la tua sezione.
Una statura di certo non da atleta - raccontavi persino che ai tempi della tua giovinezza, quando a Novi era “di moda” l’hobby di correre in bici ed inseguire Coppi nei suoi allentamenti, lo stesso “Omon” nel toccarti ti disse: ”ma con quelle gambette non spererai mica di diventare un ciclista!”.
Eh già, caro Egidio, il ciclista non lo hai fatto, ma hai vissuto un'esperienza altrettanto unica ed emozionante: quella dell'attore. Ricordi quando hai partecipato al film "Texas"? Ridendo dicevi:"An me son fatu mancò gniainte!". Hai recitato da vero professionista, bravo! Ma tu hai fatto per noi, che oggi siamo qui a piangerti e a ricordarti, molto di più: hai condiviso con noi quell’amore spassionato per la musica, e, come in tutte le cose che ti vedevano coinvolto, ti sei esposto in prima persona per cercare di rendere grande qualcosa che, senza il tuo contributo, sarebbe rimasta al margine degli interessi della città.
Noi, i tuoi amici coristi, ti ricordiamo nel tuo impegno non solo a promuovere la Corale per le nostre esibizioni, ma soprattutto nel tuo dovere di cantore: “ma quantu l’è dura cantò in inglaise” ci dicevi!
Eppure mai ti sei sottratto e quando ti si proponeva il repertorio dei canti in dialetto novese ti si apriva il cuore e tutto d’un fiato, con gli occhi pieni di emozione, cantavi con grande orgoglio le canzoni della tua città.
Già perché oggi capiamo che con te se ne è andato un pezzo della nostra storia, di cantori e di novesi, ma sappiamo anche che il tuo ricordo resterà sempre vivo in mezzo a noi.
Ancora una volta, ma per tante altre volte, canteremo per te Fischia il Vento e O bella ciao, perché sappiamo che questi canti partigiani hanno accompagnato le tue esperienze e i tuoi ricordi di una guerra che hai vissuto in prima persona, che hai combattuto tra le colline dei dintorni e che ha segnato la tua vita.
Questo è il nostro modo per ricordarti e per dirti, attraverso quelle note che in tante circostanze ci hanno visti uniti, che ti vogliamo bene.
Ciao Egidio!

Gli Amici della Corale Novese

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Un caro saluto a colui che più di tutti ci faceva sentire in famiglia con il suo sorriso, la sua cordialità e l'allegria che sapeva trasmettere.
Luca e Mario Cavallo
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Egidio l’ho conosciuto in tarda età: di lui mi ha da subito colpito la spontaneità e l’entusiasmo che metteva nel fare le cose e nel vivere le situazioni. Doti positive, ma non comuni a molti adulti e tantomeno alle persone anziane, spesso adagiate sulle loro consuetudini. Egidio in questo senso mostrava un’esuberanza giovanile, a tratti adolescenziale, di chi non si stanca di entusiasmarsi, di perseguire il risultato e di mettere insieme le persone; credo che provasse piacere nel trovare le soluzioni giuste e nel creare nel gruppo la condivisione di intenti.
Anche alle nostre riunioni non trascurava di porre le condizioni per dare voce a tutti e per evitare emarginazioni e ingiustizie: applicava il metodo del confronto democratico - retaggio del suo impegno politico e forgiatosi nell’esperienza della lotta partigiana - che poneva come condizione imprescindibile per favorire la dialettica del gruppo.
Era orgoglioso della Corale e di quanto essa potesse esprimere per la Città di Novi; per la Corale si è impegnato instancabilmente, raccogliendo apprezzamenti e consensi.

Mi mancheranno il tuo sorriso e il tuo sguardo felice, gli occhi spesso illuminati da un velo di commozione. E’ così che ti voglio ricordare.

Ciao Egidio.
Mario Scarsi.
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Esuberante ed entusiasta della vita che Lo portava ad essere
Generoso e giovane nello spirito e nel comportamento
Impegnato col cuore in tutto ciò che credeva ma soprattutto
Dedito alla Sua famiglia, ai Suoi amici ed ai Suoi ideali.
Iperattivo e sempre pronto a spronare tutti grazie al Suo
Ottimismo che Lo rendeva unico, inimitabile ed insostituibile.

Ti voglio ricordare così, impegnato a cantare e sono sicura che continuerai a farlo
Ciao Anna

A te caro Egidio il nostro saluto e il nostro abbraccio!
ma sappiamo tutti che oggi, domani e sempre tu sarai con noi!
Carlotta Pagetto
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TRATTO DA "NOVIONLINE.NET"

Cordoglio in Città
E' MANCATO EGIDIO SONSINO
Scritto da Novionline
sabato 27 giugno 2009

È mancato questa notte Egidio Sonsino. Partigiano combattente, militante e dirigente politico per tutta la vita, Sonsino ha ricoperto diversi incarichi amministrativi in ambito locale. È stato consigliere comunale a Novi negli anni '60 e '70, più volte assessore nelle giunte del sindaco Armando Pagella, presidente dell'Ospedale San Giacomo e consigliere di amministrazione dell'Ussl 73.
Egidio Sonsino ha militato sin dal dopoguerra nel PCI, distinguendosi per le posizioni di apertura al dialogo con le altre forze politiche popolari. Aderì nel 1990 alla svolta che portò alla creazione del PDS e fu tra i più convinti sostenitori del progetto dell'Ulivo e poi del Partito Democratico. Era attualmente membro del coordinamento cittadino del PD.
Sonsino ha dedicato molte energie anche alla promozione della cultura in città. Fu tra i fondatori della Corale Novese, della quale è stato presidente per molti anni.
I funerali si terranno presso la chiesa parrocchiale della Pieve lunedì pomeriggio alle 15.30.
Il Santo Rosario si terrà domenica alle 20.30.
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Te ne sei andato, caro Egidio, e non è facile salutarti perché la
commozione, in questo momento, è tanta…
Lo faccio prendendo a prestito
questa frase “Vivere nei cuori che lasciamo dietro di noi non è
morire”.
E dietro di te cuori che hanno condiviso i tuoi valori, le tue
passioni, le tue battaglie, i tuoi ideali ne lasci davvero tanti!!
Grazie, caro Presidente, per il sorriso, l’affetto, l’amicizia con cui
in questi anni mi hai sempre accolta!!

Carolina
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Ammetto di avere pianto alla notizia della scomparsa del caro Egidio, per me è e resterà sempre il mio presidente, nonostante gli scontri avuti ora ricordo solo i momenti più belli vissuti con lui, i concerti, le gite, le feste a casa sua con la sua inseparabile Luigina, la sua novesità, il suo carattere orgoglioso ma anche la sua profonda umanità. Con lui è morta una parte bellissima della mia vita di corista e di uomo. Ciao caro Egidio sono sicuro che ora insieme a Basso, Raviolo, Leardi, Luca e tanti altri avrai il tuo bel da fare a metterli tutti in riga.

Fiorenzo Poggio
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L'ultima volta che ho visto Egidio è stata a Tortona, il maggio scorso.
Dopo la Santa messa alla Madonna della Guardia, con la Corale, siamo stati invitati alla Mater Dei per un piccolo rinfresco.
Alla fine, quando ero già in macchina con Patrizia ed Anna, sono usciti Egidio e Luigina, tenendosi per mano.
Noi li abbiamo guardati, salutati e io ho detto alle mie amiche: "Guardate come sono belli insieme, come si vogliono bene, è bello invecchiare così."
Ora Egidio ha lasciato la sua "Luli", ma sono convinta che sarà sempre con Lei, e che la terrà sempre per mano.

Marisa
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Egidio Sonsino ha fatto il partigiano. A sedici anni. “Il partigiano sul serio”, si affrettavano a spiegare i suoi compagni di lotta, ben conoscendo l’umiltà ed il rifiuto di ogni retorica, sino ai limiti dell’autoironia, con cui era solito raccontare la sua esperienza di combattente per la libertà. Non amava farsi celebrare. Mi disse un giorno davanti alla lapide dei caduti della Tuara: “Vedi, io sono qui perché sono stato fortunato; su quella lapide c’è il nome di altri che avevano sedici anni come me e sono morti. Potrebbero essere loro qui e io su quella lapide. Ermu anche ‘n pó incusciainti”. Con questa schiettezza e sincera umiltà sapeva farsi ascoltare dai ragazzi come nessun’altro: tutti i bambini che, a scuola, hanno ascoltato Egidio raccontare la Guerra di Liberazione se ne ricorderanno per sempre.
Quell’esperienza di vita, fatta in età tanto giovane, ne ha forgiato il carattere e gli ha dato quell’ottimismo e quella straordinaria capacità di guardare al futuro con speranza che ha segnato tutta la sua vita, sia nell’ambito pubblico che nelle relazioni personali.
Egidio ha portato con sé l’esperienza della Guerra di Liberazione come un patrimonio da consegnare alle nuove generazioni attraverso l’esempio, il lavoro concreto, la costruzione di un mondo più giusto che partiva dal creare una città migliore, dove fosse più facile vivere, nella quale ad ognuno fossero offerte opportunità, che fosse accogliente e solidale verso chi ha più bisogno.
Egidio è stato un grande amministratore pubblico: ispirato da tensioni ideali altissime, ha partecipato alle scelte fondamentali che, nel corso degli anni ’60 e ’70, hanno reso Novi Ligure la città bella e ben fatta nella quale chi appartiene alla mia generazione ha avuto la fortuna di nascere e di crescere.
Erano uomini semplici, lavoratori che si dedicavano alla politica conoscendo a fondo, sulla propria pelle, i bisogni e le aspirazioni delle classi lavoratrici. Erano persone umili, intelligenti, generose, oneste. Hanno governato in tempi di trasformazione e di difficoltà ed hanno fatto miracoli nel gestire i problemi di quegli anni. Hanno fatto di Novi ciò che ancora oggi conosciamo: una città bella, dove è bello vivere, dove puoi far crescere i tuoi figli senza timori. Per questo dobbiamo essere tutti grati ad uomini come Egidio Sonsino, per il coraggio ed il sacrificio coi quali si sono dedicati alla cosa pubblica riuscendo ad ottenere risultati che, guardati oggi a distanza di anni, appaiono incredibili.
Queste sono le cose che chi appartiene alla mia generazione ha conosciuto dai racconti e dalle cronache della Novi del dopoguerra. Ma noi abbiamo avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere Egidio quando aveva abbandonato l’impegno amministrativo diretto per dedicare il suo tempo e la sua intelligenza alla politica – quella con la P maiuscola – ed alle sue grandi passioni culturali: la sua Novi, il nostro dialetto, le memorie della Fraschéta e, soprattutto, la Corale Novese. Che Egidio ha fondato ed ha portato nel cuore per tanti anni, sempre in cima ai suoi pensieri ed alla sua dedizione di presidente e di appassionato cantore.
Per lui, l’impegno politico e la passione culturale non sono mai stati ambiti separati. Li univa e li riuniva, nella persona di Egidio, la motivazione che lo spingeva a dedicare ogni sua energia ad attività diverse con tanto entusiasmo: l’amore per Novi, il desiderio di contribuire alla sua crescita civile e spirituale, l’amore per gli altri, che raggiungeva la sua massima espressione quando si esprimeva nei confronti dei più giovani.
Tutti noi, che abbiamo avuto la fortuna di stare con lui in questi anni, abbiamo potuto misurare con mano quanto concreta, totale e sincera fosse la sua spinta per aprire porte e spazi alle nuove generazioni. Egidio ha messo la sua esperienza e la sua non comune intelligenza a nostra disposizione. E molti di noi hanno potuto nutrirsene e crescere, coi suoi consigli e con il suo amore di uomo generoso e premuroso verso tutti. Questa è l’esperienza che abbiamo fatto noi che con Egidio Sonsino abbiamo diviso anni di battaglie politiche e di impegno per la città. Ma so che gli stessi sentimenti oggi li provano le ragazze e i ragazzi della Corale Novese, verso i quali Egidio nutriva un affetto paterno ed una stima che più volte ho avuto modo di constatare personalmente.
Egidio è stato uno dei primi sostenitori del Circolo Democratico e Progressista, convinto com’era della necessità di tenere insieme e di amalgamare le culture riformiste della politica italiana. “Ero nel PCI perché era il partito della povera gente – mi diceva – bisogna mettere insieme tutti quelli che sono dalla parte della povera gente”. Un messaggio semplice, che si fondava però su convinzioni costruite ed elaborate in decenni di esperienza e di impegno politico. Una sintesi di pensiero altissima, che Egidio sapeva tradurre – come noi dovremmo imparare a fare – in parole semplici e cariche di concretezza.
Fu tra i fondatori ed il principale animatore del Circolo Politico dell’Ulivo di Novi. Egidio era un ulivista ante-litteram. Si può dire che Egidio sia stato ulivista già ai tempi del compromesso storico: la sua passione politica si traduceva sempre nel mettere a confronto le persone, nell’unirle, nell’amalgamare le opinioni e le differenti opzioni politiche delle forze popolari e riformiste del nostro Paese. Egidio, comunista e cattolico, pensò sempre all’unione delle forze progressiste come ad un incontro proficuo e fecondo, innanzi tutto, tra persone simili in molte cose e diverse in quelle caratteristiche che avrebbero potuto arricchire il dibattito, più che scavare solchi. Egidio costruiva ponti e su quei ponti molti di noi sono passati.
E poi, ancora una volta, dove c’erano i giovani e le idee nuove, lì eri sicuro di trovare Egidio: con l’entusiasmo di un ventenne a discutere e a lavorare. Con la serenità di un uomo di esperienza a consigliare, a sostenere, ad accompagnare chi l’esperienza aveva tutta da costruirsela.
Gli anni dell’Ulivo furono un momento straordinario per la nostra città ed Egidio ne fu un protagonista. Prese per mano quei ragazzini che si affacciavano alla vita politica e li aiutò, con uno spirito di servizio e con un affetto personale che hanno segnato per sempre le nostre vite. Prese per mano me e Michele e ci insegnò tutto quello che sapeva. Ci sostenne in ogni momento. Ci fece sentire la forza del suo impegno e ci fu vicino nei momenti di difficoltà e di sconforto.
Nonostante la sua grande esperienza, non ci ha mai fatto pesare la sua lunga storia. Era questo un tratto distintivo dei grandi uomini della sua generazione, che era anche di Armando Pagella. Loro hanno fatto cose grandissime, ma ci spiegavano che l’impegno e la dedizione spesso, in loro, sopperiva alla mancanza di preparazione tecnica. Per questo avevano grande fiducia nel futuro e nei giovani: “I séi tüti laureè… i pudài fò quel ch’i vrài”.
Di tutto questo era capace Egidio. E questo, nel ricordo di tutti noi e dei giovani che negli anni successivi hanno avuto modo ancora di lavorare con lui nella costruzione del Partito Democratico, è il suo lascito morale che porteremo sempre, sempre, sempre con noi.
La sua ultima battaglia politica è stata la costruzione del Partito Democratico. Il suo grande sogno, il progetto nel quale credeva da anni ed al quale aveva dedicato tanta passione ed energia, si compiva, finalmente. E ne erano protagonisti proprio quelle ragazze e quei ragazzi che Egidio aveva sostenuto, sin dall’inizio, nei loro primi passi nella politica cittadina. La sua gioia nel poter concorrere alle primarie per il circolo novese del PD insieme a Simone, Paola, Matteo, Cecilia, Irene e tutti gli altri fu grande, immensa. Ma non voleva premi alla carriera. Mi chiese un giorno: “Volete mettermi in lista, ma non lo farete solo per rispetto? Cosa ve ne fate di un vecchietto come me nel coordinamento?”. Chiesi a Simone di parlargli e di raccontargli la verità: volevamo che Egidio ci fosse, perché non eravamo disponibili a rinunciare ai suoi interventi, ai suoi consigli ed alla sua capacità di analisi. Il Partito Democratico aveva bisogno di lui. E lui, come sempre, accettò.
Ci mancheranno, Egidio, il tuo entusiasmo e la tua passione. Ci mancherà il tuo sostegno nei momenti di difficoltà, la tua umanità nel darci consigli. Mi mancherà discutere su Novi, sul partito, sul terzo valico, davanti ad un piatto di gnocchi fatto da te… “’ncu e mé man”. Oggi diventiamo grandi. Adesso – come ci ripetevate tu e Armando negli ultimi anni – tocca a noi. Non avremo più la tua intelligenza ed il tuo amore a sostenerci. Ma sappiamo che ci proteggerai, ogni giorno, da dove sei ora.
Sei stato come un padre per molti di noi.
Sei stato un padre per me.
Ciao Egidio, nella notte ci guidino le stelle…

Germano Marubbi

Egidio scrive sul Novese. 4 Giugno 2009

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Parlare di Egidio è una cosa, a dirsi, facile e difficile assieme.
Uomo di una simpatia unica, solare, sempre con il sorriso sulle labbra, gli occhi ridenti e furbetti, ti trasmetteva la voglia di fare, di entusiasmarti per tutte le cose, anche le più semplici.
Uomo di grandissima fede politica, ma anche un semplice e grande amicone per noi coristi!
Aveva, come si dice solitamente in musica, "orecchio", come dice nella sua canzone Enzo Jannacci, e Lui ne aveva tanto, almeno a mio modesto parere!
Con la Sua Luli, così chiamava la Sua Luigina, sempre insieme, alle prove, il lunedì e il giovedì; per Lui, moglie, compagna, confidente e nostra fan sfegatata ai concerti che abbiamo fatto anche all'estero.
Suo Amore, con la "A" maiuscola!
E' raro vedere due persone sposate da così tanto tempo, essere così unite con gesti affettuosi l'uno per l'altra, con anche qualche litigio, perchè no, ma di un grande, grandissimo rispetto che quasi mi commuoveva.
Anche nei pezzi musicali più difficili, come quelli in inglese, era tosto, provava e riprovava, con la battuta: "Chissa cos'a digu!", come tutti, del resto, o quasi, perchè i più non sanno l'inglese, specie quelli della mia età.
Per quanti anni abbiamo goduto della Sua ospitalità, nel Suo giardino, alla sera, prima delle ferie estive, per festeggiare tutti insieme la fine delle prove; quanti bei canti! Se vogliamo dirla tutta, anche un po' stonati, ma tutti con la voglia di stare insieme e divertirci.
Era un padrone di casa unico!
Eravamo una "famiglia", forse tra parenti non si va così daccordo come noi in tutti questi anni.
Caro Egidio, piccolo ma Grande Presidente e amico, sarai sempre nei più bei ricordi e nei nostri cuori!
Ti ho voluto e ti voglio tanto bene.
Di lassù canta ancora insieme a noi, con la tua simpatica "erre"!
Ciao e arrivederci

Paola Mangino
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In ricordo di Egidio Sonsino
Egidio è stato ricordato con le parole giuste dalla "sua" Corale Novese e da Lorenzo Robbiano, Franco Barella, Germano Marubbi durante la cerimonia funebre. Fuor di retorica, come la cerimonia stessa, la parte religiosa e quella laica: senza invasioni di campo, ma con una reciproca interdipendenza. Sapevano, i giovani e meno giovani del PD, che quelle bandiere dovevano esserci, tante, ma laddove non avrebbero disturbato la prova d'affetto e la sensibilità di una città che era tutta raccolta intorno ad un uomo di parte che era stato sempre uomo di tutti, non di partito. La bandiera dell'ANPI a collegare le due fasi della cerimonia: quella sì, perché essa simboleggia il valore fondante della nostra polis: uomini e donne legati ai valori della Resistenza e impegnati a servire la città, anche da "autorità" come ha detto il parroco.
Non ricordavo una cerimonia così semplice e commovente. E infatti tanti piangevano. Sonsino avrebbe apprezzato. Ne ricordo la grinta, la scarsa propensione al compromesso, anche se per il "compromesso storico" ha speso, quando è stato il momento, la sua determinazione, o meglio la sua testardaggine. Così come per la "svolta", per l'Ulivo, per il Partito Democratico. Ne ricordo la visione lungimirante:nessun corporativismo nella sua militanza sindacale (Franco Lasagna insegnava), nessuna chiusura ideologica nella sua militanza politica che ha seguito il percorso di tanti:PCI,PDS,DS,PD. Tante sigle, ma mai "chiese", semmai "case" dove raccogliere tutti quelli che volevano affrontare i problemi dei cittadini dalla parte di chi aveva più bisogno. Per questo lui era sempre avanti, a favore del nuovo, non del "nuovismo": il cervello, prima della convenienza personale o di carriera, da mettere al servizio di un progetto per la sua città, per il suo Paese. Questo l'insegnamento di Egidio: intransigente nelle idee, avversario del carrierismo senza ideali. Per questo tanti giovani lo hanno apprezzato ed erano commossi lunedì scorso.
Inevitabile che un uomo così vivesse intensamente la sua città; quando, da ferroviere, faceva politica sul trenino per Pozzolo, da assessore alle finanze, discuteva di imposta di famiglia con qualche notabile cittadino, da tifoso seguiva al Girardengo la Novese, da autodidatta che amava la musica e il bel canto, si dedicava alla Corale che, senza di lui, non sarebbe rinata. Dopo la Novese l'Inter. Qui non ci trovavamo d'accordo. Ma ultimamente si era tolto qualche soddisfazione. Non l'ultima: quella di vedere uno striscione in piazza con scritto "zero tituli". Riferito però agli avversari della sua "squadra" politica.
Mario Lovelli
Pubblicato su Novionline.net il 1 Luglio
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Caro Egidio, siamo le ultime arrivate nella Corale e quella sera di Novembre, salendo le scale ci hai accolto con un sorriso dicendo: "Oh due face nòve! Vi troverete bene e per qualunque cosa ü ghè saimpre e Presidainte!" Ti ricorderemo sempre, GRAZIE. Ciao Egidio.
Paola e Alessia
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Sono molto addolorato, costernato, per la scomparsa di un grande uomo e un caro amico. In momenti come questo si rischia di cadere nella retorica. Caro Egidio ti dico solo GRAZIE per quanto hai dato alla tua, nostra città.
Ben sapendo c he le parole non servono, vadano alla famiglia le espressioni del mio più profondo cordoglio.

Nazareno Fermi
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Per ricordare...
La Corale Novese non era più come tu la volevi; il vento del nuovo non era per te. Eri per il popolare, ti mettevi dalla parte di chi ascolta, il giudizio del pubblico ti condizionava.
Solo per questo avevi deciso di dimetterTi da Presidente.
Ho cercato invano di farTi recedere, almeno, dalla decisione di non cantare più, di non lasciare a me la stecca del più anziano.
Mi mancherà la tua foga nelle discussioni: eri un emotivo, il tuo cervello elaborava idee e concetti più velocemente del tuo parlare, ti inceppavi, volevi essere chiaro, perdevi i tempi nel cercare i termini giusti, ti si gonfiavano i cordoni del collo e ti coloravi di un granata intenso.
Mi mancherà il tuo modo originale di presentarTi al telefono: “Pronto, a son Sunsein”.

Paolo
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Per ricordare...
E’ mancato Egidio Sonsino, un grande uomo.
Sarà sempre nel mio cuore, ricorderò sempre le sue battute in dialetto.
Sono felice di aver avuto l’onore di conoscerlo e mi mancherà.
Ciao Egidio

Goffreda
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Caro Egidio, vorrei che la tua scomparsa fosse solo un brutto sogno, dal quale presto mi sveglierò, dicendo che non è successo niente.
E invece, purtroppo, è tutto vero.
Ho partecipato, con profonda mestizia, alle tue esequie, ho notato tanti volti addolorati e ho visto.... il tuo feretro tra i fiori. L’ho fissato intensamente, mentre mi convincevo che questo conteneva solo le tue fragili spoglie mortali, ma tu Egidio non eri lì dentro, quanto mai presente in mezzo a noi e dentro ciascuno di noi. La tua carica vitale non poteva essersi esaurita, la vivace energia non poteva essersi dispersa nel nulla.
In questi giorni ho ripassato l’ultimo periodo della mia vita, dalla sera in cui, tanti anni fa, mi sono presentata alla Corale Novese e ti ho conosciuto. Con la tua affettuosa bontà e cortesia mi hai accolto paternamente tra i cantori, permettendomi di reagire a una situazione molto dolorosa. Ti voglio ricordare nei momenti più belli, come nelle allegre serate al fresco del tuo ospitale giardino, nei “Sonsino day”, ottima occasione per fraternizzare, così da rendere più affiatata la “tua” Corale, una specie di grande famiglia.
E tu ci consideravi davvero una casa famiglia, che hai voluto accanto anche nel 50° anniversario del tuo matrimonio con l’inseparabile Luigina. Che giorno indimenticabile, tra canti e brindisi felici!
Ti confesso di aver sempre provato un sentimento di sincera tenerezza, di benevola invidia quando ti vedevo insieme a Luigina, sempre e ovunque al tuo fianco.
Pensavo che vi sareste a lungo accompagnati, fino a diventare due bianche vecchietti centenari, ma il destino ha deciso diversamente, e ciò mi addolora molto.
Egidio, ricorderò per sempre il tuo sguardo vivace, il viso sorridente, le battute scherzose, la tua costante disponibilità e generosità, la tua sana voglia di vivere.
Mi piace pensare che nella dimensione in cui ti trovi tu non abbia “l’eterno riposo” (non è nel tuo carattere), ma un gran da fare, anche per cercare componenti per una nuova Corale, di cui sarai, ancora e per sempre, cantore e Presidente.

Enedina

T.V.B.
Estate trionfa nei prati e nel sole
Già imbionda il grano, fioriscon le aiuole
In cielo è festa di rondini in volo
Davvero ci lasci, vai via da solo?
Il tempo è scaduto.... e ormai devi andare
Oltre i confini dei monti e del mare.

Enedina
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Solo alla Sua morte ho saputo quanto era grande.
L'ho stimato come Presidente della Corale, ma anche come tale, ha saputo mantenere il dono della semplicità.
Ha iniziato le Sue innumerevoli battaglie da bambino a causa della guerra aiutando i partigiani con l'appellativo di "Gipsi". Poi la salute: battaglie tutte vinte sempre con allegria sostenuto dalla Sua amata Luli.
Questa è la prima battaglia che ha perso...
Ciao Egidio, arrivederci
Maria Pia
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Quante cose avevo ancora da dirti! Quante cose dovevi ancora raccontarmi!
E quante cose potevi ancora insegnarmi!
La tua espressione, che valeva più di mille parole, quelle mille parole che volevi esprimere tutte d’un fiato, era per me motivo di serenità.
Tu credevi tanto in me, la giovane arrivata da poco nella corale, che però, a detta tua, si è subito distinta per la sua voglia di fare e di costruire…
Tu – caro Egidio – credevi nei giovani e sapevi che noi rappresentiamo il nuovo, magari ancora un po’ acerbo, da modellare, ma comunque il rinnovamento.
E questo tuo pensiero non lo hai trasmesso solo ai tuoi tanti amici giovani seguaci del partito, lo hai trasmesso anche a me, prendendomi per mano, mostrandomi quanto di più bello poteva esserci in questo gruppo di cantori e confidando in un mio ingresso in direttivo.
Se io ora sono qui, lo devo solo a te, che mi ha spronato, che mi hai dimostrato che una voce – un pensiero – non è mai buttato al vento, se le intenzioni, propositive e costruttive, sono comuni.
Hai voluto bene a me e a Simone, con quell’amore paterno che noi riuscivamo a percepire e che custodiremo sempre nel cuore.
Andavi orgoglioso di essere sempre in mezzo ai tuoi ragazzi, a tutti quei giovani che ti volevano bene e che ti trovavano diverso da loro forse solo per l’età anagrafica: come possiamo - parlo anche per loro, che in questi giorni ricordano il nostro ultimo momento di intrattenimento insieme a te – dimenticare lo scorso 25 aprile, quando, seduti in Piazza Collegiata a sorseggiare il nostro aperitivo, io, te, Luigina, Simone, Luisa e Germano, chiacchieravamo e, contenti della vostra presenza, ammiravamo il vostro legame che era speciale, e per alcuni di noi esemplare.
Caro Egidio, se te ne sei andato così, all’improvviso ed inaspettatamente, stai pur certo che invece nei nostri pensieri, nei nostri ricordi e nei nostri cuori resterai a lungo, perché noi sappiamo che tu saprai guidarci e sarai a cantare con noi anche da lassù.
Ti voglio bene!
Carlotta
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E' difficile trovare parole da usare di fronte alla perdita di un caro amico.
Mi vengono in mente i bei momenti passati a ridere e scherzare insieme, il tuo sorriso luminoso e la tua allegria non ci lasceranno mai, ma vivranno per sempre nei nostri cuori.
Spero che da lassù ci guarderai e ci assisterai nelle circostanze difficili; sarà soprattutto in quei momenti che colmerai il vuoto che ci hai lasciato.
Vorrei dirti tante altre cose ma la grande tristezza me lo impedisce e quindi ti dico solamente ciao, carissimo Egidio. Noi non ti dimenticherò mai.
Patrizia Repetto
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All'amico Egidio che, col suo entusiasmo, la sua voglia di raggiungere nuovi traguardi nella Sua Corale e per la Corale, col suo contagioso ottimismo, ha lasciato un segno indelebile all'Associazione Corale Novese e in tutti noi.
Ciao, buon vecchio Presidente.

Maurizio
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Egidio, ne parliamo dopo…
3 Novembre 1996. Domenica. Messa cantata della Corale a San Pietro per salutare il parroco Mons. Pino Viano nominato vicario vescovile della Diocesi di Tortona.
San Pietro è la mia parrocchia. Come d’abitudine vado in coro ma vedo subito che è occupato da una corale schierata e pronta per cantare. Esito ad avanzare. Intuisco che si tratta della Corale Novese. Che faccio? Prendo posto tra i coristi? Ma cosa c'entro con loro? Mi piace cantare e della Corale ne ho sempre sentito parlare... In quel breve istante di esitazione un corista mi sorride, mi fa segno di avanzare e di prendere posto in seconda fila vicino a lui. Ma guarda che fortuna... c'é questo signore che mi stende simpaticamente un "tappeto rosso"… sta a vedere che è la volta buona che mi faccio avanti a chiedere come si entra in corale, che preparazione occorre avere per diventare coristi, ecc.
La messa procede, la Corale canta brani a 3/4 voci e non mi trattengo dal cantare anch'io con loro l'Alleluia e il Santo orecchiandolo sul momento.
Finisce la messa e il signore sorridente mi aggancia e in tono gioviale mi domanda senza mezzi termini di entrare in corale. Senza esitazione gli dico di sì. Al simpatico signore si illuminano gli occhi dalla gioia di avere trovato, senza particolare fatica, un nuovo corista.
Il simpatico signore è il nostro caro Egidio.

Inizia così la mia "carriera" di corista della Corale Novese. Primo giorno di prove e subito vengo accolto dai coristi anziani con indicazioni di posizione: sei tenore? allora vieni qui da noi... Ma dall'altra parte ribattono: sei un basso? Allora no! devi venire da questa parte. A fine serata un breve provino con il maestro e la sentenza: sono un tenore. Clamoroso! Io un tenore? Che parola grossa… un tenore come Pavarotti… ma io sono qui per cantare... Inizia così l'avventura in Corale Novese.
Salto il concerto di Natale perché non sono ancora pronto e il 24 dicembre faccio il mio esordio nella Messa di Natale a San Nicolò. Ai primi di gennaio entra in Corale anche l'amico Maurizio e a Egidio non pare vero di avere rimpolpato il coro con nuovi innesti nel giro di pochissimo tempo.
In quei giorni vedo un grande fermento organizzativo. Egidio, presidente della Corale, è una macchina da guerra. Mi racconta che erano stati a Vienna credo l'anno prima e tra gli accompagnatori c'era l'Assessore Robbiano. Da Vienna la Corale e il Comune di Novi prendono lo spunto per lanciare la rassegna l'Avvento a Novi. Prima nel foyer del teatro e negli anni successivi nelle chiese del centro storico e poi anche ai Frati, al Sacro Cuore e alla Pieve.
L’Avvento a Novi è solo una delle manifestazioni destinate a diventare l'appuntamento fisso. Decolla poi il concerto estivo nel chiostro della nuova Biblioteca Civica e, da pochi anni, anche quello di Pasqua.
Quanti concerti, attività, iniziative con Egidio sempre in azione nel trovare nuove opportunità per cantare. Le tessere associative dei sostenitori con la lettera a sua firma di richiesta contributo con l’invito al concerto di Natale e gli auguri. Poi le riunioni per parlare delle attività, gli incontri con l’assessore e lo staff della biblioteca. I contatti con le corali da invitare all’avvento. La serata indimenticabile di Bepi De Marzi e il Coro dei Crodaioli. Le feste d’estate nel giardino di Egidio.
Dopo ogni prova uno scambio di battute e saluti ai coristi e poi due passi a piedi verso il parcheggio davanti alle Zucca per fare quattro chiacchere con Egidio, a volte la Luigina (che noi chiamiamo affettuosamente la First Lady), Paola, Maurizio e pochi “irriducibili” che come me avevano rinunciato alla comodità del parcheggio a fianco della sede delle prove per fare gli ultimi commenti. Il tema: quasi sempre la corale ma altre volte la politica nazionale, quella locale, il partito, il supertreno, ...
Quanti momenti passati insieme e quanti ricordi.
Ma per me Egidio è sempre qui con noi. Arrivo in Corale per le prove; in ritardo sistematico entro in sala furtivamente. Il coro sta provando, guardo solo il direttore che se incrocia il mio sguardo mi fa un cenno d’intesa, ma subito si rivolge ai coristi e impartisce le indicazioni e i correttivi su come cantare quella battuta, con quale dinamica, … Prendo posto con discrezione. Tengo il capo abbassato per non cercare il saluto e non distogliere l’attenzione dei coristi su quello che dice il maestro. Mi siedo, sbircio la parte del corista a fianco e recupero la partitura che stanno cantando. Quando finalmente sono pronto alzo testa verso il direttore, incrocio lo sguardo dei soprani, dei contralti e poi dei tenori. Faccio un cenno di saluto; alla mia destra dietro a Mario, Fausto, Paolo e Maurizio c’è Egidio, che sorride, mi saluta con il suo “ciao Fabri!” e fa segno che mi deve parlare.
Bene, penso tra me, anche questa sera c’è qualche novità, qualcosa da discutere. Ma sì, va bene così! Lo guardo e roteando il dito gli bisbiglio: “Egidio, ne parliamo dopo…”.

Fabrizio
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" Ciao Egidio, ciao Paolina! " questo era il nostro saluto e questo è sicuramente quello che mi manca quando arrivo in corale. Mi manca quell'ottantenne un po' anomalo che non viveva solo di ricordi ,ma era continuamente proiettato nel futuro. Un vulcano di idee politiche e non, grinta da vendere ed una ottimistica fiducia nei giovani.quei giovani compagni di partito e di coro che con tanta commozione ti hanno accompagnato nell'estremo saluto. Conoscere persone che hanno degli ideali e che sanno difenderli con schiettezza e determinazione è una fortuna e un arricchimento e io questa opportunità l'ho avuta....GRAZIE EGIDIO!

Paola Frigerio
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Egidio Sonsino

La telefonata del Direttore non mi ha sorpreso: potevo attendermi la richiesta di dettare un pensiero in morte di Egidio Sonsino. L’ultima volta scrissi di lui quale attore comprimario nel film Texas del regista ovadese Fausto Paravidino, presentato a Venezia: non che Egidio fosse attore, tutt’altro; e nemmeno comprimario, piuttosto protagonista, per tanti anni nella storia della sua città.
Lo conobbi in Consiglio Comunale a Novi, un Consiglio tosto, fatto di scontri aspri ma sempre vigile nella solidale partecipanza ai destini della città. È una cronaca lontana quella del Partito Comunista (e della Democrazia Cristiana) in questa città. Sonsino era nel Pci: quel partito politicamente egemone nelle vicende del dopoguerra novese. Alla morte del sindaco Carlo Acquistapace l’elezione di Armando Pagella fu il frutto della presenza massiccia della CGIL nel gruppo consiliare. Ricordo figure importanti del mondo del lavoro, presenti in Consiglio Comunale: Giovanni Divano, Armando Tavella, Pasquale Balestri; anche Pagella era sindacalista. Dopo di loro, con la “sinistra ferroviaria”, arrivò Sonsino: in Consiglio sedevano diversi ferrovieri, in particolare “macchinisti”; come Lasagna e Giampiero Fontana. Mario Angeli per i socialisti. Non era raro, in Consiglio, veder troncato l’intervento con la formula sacramentale: “chiedo scusa, debbo fare la macchina”, che magari era il trenino Novi – Pozzolo. Egidio Sonsino, tra tutti, era il più dialogante: s’incartava un poco nei suoi interventi, stropicciava l’italiano con qualche formula dialettale, ma si arrampicava sui vetri per non negarsi a confronti, anche accesi.
Fu giovanissimo partigiano, giovane assessore alle Finanze, scrittore di cose novesi; non dimentico il suo racconto “Il ciabattino del Borgo” dedicato al Franchino Inverardi del Borgo storto.
La stagione bella di Sonsino, almeno in Consiglio Comunale, coincise con una grande tragedia per il Paese: la Brigate Rosse e l’assassinio di Aldo Moro. Il Consiglio visse convulsioni fortissime, il dialogo con i cattolici si fece fitto per via del sostegno ad una linea di fermezza sulla quale il Pci (con un leader come Berlinguer) era schierato. Novi si sentiva non immune dal pericolo della sinistra extra-parlamentare: nei confronti della quale Sonsino non fu mai indulgente. Non un eroe, certo, ma un uomo onesto, di buon senso, sindacalista, amministratore comunale, sempre attivo e capace di far opinione anche controcorrente. Fu amministratore ospedaliero, benvoluto e stimato: non un santo, ma stava sulla palla, chiacchierava, si confrontava, voleva capire, voleva dire la sua nell’orgoglio (davvero) di rappresentare il Pci. Un uomo generoso, anche, nella sua capacità di guida: corretto nei giudizi espressi nei confronti di amici e avversari, persino cristiano nel suo modo di dire ”pane al pane”. Mai offensivo, comunque incapace di portare rancore: fu tra i più convinti sostenitori dell’incontro tra cattolici e comunisti per realizzare “cieli nuovi e terre nuove”. Non so se la realtà abbia infranto il suo progetto e cancellato il suo sogno. Da tempo avevamo interrotto i nostri ragionamenti per via della fine del “nostro” Consiglio Comunale: oggi il Consiglio è un’altra cosa.
Lui, ancora una volta, salì sul treno “per fare la macchina”.
Caro Egidio, ti sei accorto che il convoglio viaggiava su un solo binario. Verso l’eternità.

Gianfranco Chessa